Fine della famiglia, applausi

Applausi in Aula. Non finì così in un’alba di 44 anni fa, quando ci volle una notte di scontro parlamentare per approvare la legge Fortuna-Baslini. A volte un moto collettivo dell’animo spiega più di interi trattati di morale, di sociologia e pure di demografia.
29 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 21:29 | 21 AGO 20
Immagine di Fine della famiglia, applausi
Applausi in Aula. Non finì così in un’alba di 44 anni fa, quando ci volle una notte di scontro parlamentare per approvare la legge Fortuna-Baslini. A volte un moto collettivo dell’animo spiega più di interi trattati di morale, di sociologia e pure di demografia. Ieri la Camera ha approvato con 381 voti a favore, 30 contrari, 14 astenuti e una standing ovation la proposta di legge sul cosiddetto divorzio breve, in base al quale per lo scioglimento del matrimonio basteranno dodici mesi in caso di contenzioso e solo sei per i divorzi consensuali. Niente più separazione preventiva di tre anni, la comunione dei beni sarà sciolta appena il giudice autorizzerà i coniugi a vivere separati. La legge avrà applicazione immediata: dopo tante polemiche sulla retroattività della legge Severino (do you remember?), anche il divorzio breve avrà subito validità anche per i procedimenti in corso. Ora il testo passa al Senato, la previsione è che scivoli via anche lì, rapido e indolore come la fine di un amore, come lo scioglimento di un matrimonio.
[**Video_box_2**]Non vale quasi la pena stare a sottolineare l’unanimità culturale, prima che politica. Solo lo sparuto gruppo di Per l’Italia si è espresso contro, spiegando tra l’altro che il divorzio breve non prevede “alcun impegno per la prevenzione, la mediazione e la riconciliazione. Passa la visione della famiglia come fatto esclusivamente privato”. Pochi altri hanno dovuto votare in dissenso dai propri gruppi.
L’approvazione per acclamazione è la presa d’atto di una svolta, che significa soprattutto la progressiva trasformazione dell’istituto matrimoniale in una sorta di “Pacs” privato. Alessandra Moretti del Pd ha detto che “compito del legislatore è di favorire le buone relazioni, la serenità, la famiglia e di allentare il conflitto che certo non aiuta il soggetto debole che sono i figli”. Qualcuno ha addirittura detto che il divorzio breve servirebbe a snellire i tempi della giustizia. Ovviamente una pietosa, e del resto inutile, ipocrisia, come quella di chi sostiene che in questo modo sarebbero meglio tutelati i figli. Ci era capitato di riflettere sul fatto che il contrario del matrimonio non è il divorzio, ma il non-matrimonio. Ed è il senso vero di questa legge ideologica, che fa evaporare ancora di più il matrimonio, rendendolo simile a un semplice patto di convivenza senza conseguenze. Solo ieri i giornali si stracciavano le vesti per i dati dell’Istat che certificano il crollo demografico. Gli italiani non fanno più figli: anche perché non si sposano, e se lo fanno non scommettono di restare sposati per il tempo sufficiente per portare a termine una gravidanza. Ora in questo la legge li aiuta. Applausi.